Scuola di Aikido Seikikan

stage fondazione seikikan foto di gruppo
stage fondazione seikikan foto di gruppo

PIU’ DI 100 ICRITTI TRA ADULTI E BAMBINI

PIU’ DI 40 ANNI DI ATTIVITA’

4 DOJO NEL TERRITORIO VICENTINO


Cosa significa SEIKIKAN?

Seikikan è il nome della “scuola” nel senso ampio del termine, cioè scuola come “stile”, nel quale si riconoscono i dojo del M° Paolo Tessaro.

logo Aikido Seikikan

Sei

ki

kan

Il termine seiki composto dagli ideogrammi SEI e KI  rappresenta l’energia vitale, spirito della vita, l’energia propria del germogliare, del nascere e dal crescere di tutte le cose viventi. L’ideogramma KAN significa “casa” in senso lato.

SEIKIKAN significa Casa dello Spirito Vitale

Lo Stemma

La croce ed il cerchio di colore vinaccia derivano dallo stemma di colore rosso della scuola del M° Hirokazu Kobayashi, ispiratore del nostro stile. 

Sul ramo orizzontale sono riportati i tre ideogrammi che compongono la parola SEIKIKAN, sul ramo verticale gli ideogrammi che compongono la parola AIKIDO.


Filosofia della scuola

L’aikido per noi della scuola Seikikan

…non solo un’arte marziale ma un cammino verso la conoscenza di sè e della propria energia; che ognuno può affrontare in base alle proprie possibilità.


Etica della scuola Seikikan

Armonia nel Dojo

Dojo significa “Luogo del risveglio” o “Luogo dove si pratica la via”.

Entrando nel Dojo ci si prepara ad abbandonare le proprie preoccupazioni, i desideri, le passioni e le tensioni che ci accompagnano, nel bene e nel male, durante il giorno. Solo cosi potremo essere liberi e praticare con spirito “Mushotoku” (senza idea di profitto per sé e/o per uno scopo).

Rispetto

All’inizio e al termine di ogni lezione ci si posiziona in seiza e, rivolti al kamizà con le mani a terra poste davanti alle ginocchia, ci si inchina per onorare il fondatore.

Si scende prima con la gamba sinistra (lato in cui viene tenuta la spada) e poi con la destra, si poggia prima la mano sinistra e poi la destra.

Il saluto viene rivolto al Maestro ogni volta egli si rivolga a noi, viene inoltre scambiato tra uke e tori durante la pratica dell’Aikido. Inchinarsi non significa sottomettersi all’altro ma rappresenta una forma di rispetto.

Il rispetto verso il proprio maestro (sensei) e gli allievi più anziani (senpai) e’ uno dei principi fondamentali per raggiungere una buona armonia nel dojo.

Silenzio

E’ necessario praticare Aikido in un ambiente silenzioso; il silenzio favorisce la concentrazione intesa come liberazione della mente da ogni pensiero distraente.

Il silenzio consente di coordinare mente e corpo permettendo il fluire dell’energia attraverso l’esecuzione delle tecniche.

Il silenzio è rispetto nei confronti del Maestro durante la spiegazione della tecnica; in questo momento non ci devono essere interruzioni da parte degli allievi. Sarà il Maestro che, se lo riterrà necessario, farà delle domande.

Compostezza

Mantenere la compostezza del proprio corpo favorisce la concentrazione e la pratica corretta delle tecniche. Un praticante deve avere un comportamento composto dentro e fuori dal dojo. Assumere un  corretto  comportamento  nel dojo  ci  permette  di essere  sempre  attenti a ciò che  ci  accade  attorno  evitando in  questo modo di  provocare danni  ai compagni  salvaguardando anche noi stessi.

Quando gli allievi si allineano in seizà di fronte al kamizà devono posizionarsi secondo il grado raggiunto.

All’estrema sinistra si collocherà l’allievo di grado più elevato, procedendo verso destra a scalare. Nella posizione di seizà si deve mantenere la schiena ben diritta, le spalle sciolte, i talloni sotto le natiche e le mani sulle ginocchia.

Si pratica Aikido a piedi nudi e indossando il Keikogi che deve essere sempre pulito e ordinato. Sotto la giacca vanno indossate solamente magliette bianche e le calze sono concesse solamente a chi abbia problemi epidermici.

L’atteggiamento dell’aikidoka

L’atteggiamento del praticante serio e sincero dovrebbe essere libero da giudizi; il praticante dovrebbe impegnarsi a fare quello che gli viene consigliato (anche se non ne capisce il senso, poi comunque verrà spiegato), sforzarsi di non “fare” quello che gli viene così in modo spontaneo ma di “studiarlo”. 

Se ci si deve assentare dal tatami per un qualsiasi motivo si chiede il permesso a chi sta facendo lezione; se si arriva in ritardo si aspetta di salire sul tatami fino a che il maestro o chi conduce la lezione non invita a farlo.

Regole del Dojo

  1. Conformarsi alle norme della buona educazione, osservare le regole e seguire fedelmente gli insegnamenti del maestro.
  2. Nel caso si arrivi in ritardo e l’allenamento sia già iniziato, si dovrà attendere ai bordi del tatami finché non siano conclusi gli esercizi di respirazione e torifune.
  3. Non soffermarsi in piedi dietro a una persona che sta seduta sul tatami (tale norma di buona educazione deriva dal fatto che in Giappone tale posizione veniva tradizionalmente assunta da coloro che recidevano il collo a chi commetteva seppuku)
  4. All’interno del dojo osservare l’armonia reciproca e impegnarsi nella pratica con gioia e serenità.
  5. Praticare con serietà e spontaneità, sforzandosi di evitare infortuni.
  6. Non criticare mai le tecniche eseguite da altri praticanti.
  7. Nella pratica con le armi (jo e bokken) attenersi correttamente alle regole stabilite.
  8. L’abbigliamento usato durante la pratica (keikogi e hakama) deve essere sempre pulito.
  9. Prima di iniziare la pratica è opportuno togliersi gioielli, orologi etc.; legarsi i capelli, se portati lunghi, e assicurarsi che le unghie siano corte, al fine di prevenire incidenti.
  10. È proibito fumare all’interno del dojo e non sono ammesse persone in stato di ubriachezza.
  11. Nel dojo astenersi dal fare discorsi di natura privata che esulano dal contesto della pratica e possono intralciarla.
  12. I visitatori sono invitati a osservare l’ordine stabilito all’interno del dojo e, dopo aver ottenuto il permesso, possono assistere agli allenamenti sedendo nel posto che viene loro indicato.
  13. Quando ci si reca a praticare in altri dojo osservare con attenzione le regole in essi